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		<title>Citazioni</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 08:14:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[*Già le prime gelate mattutine imprigionavano la terra inumidita dalle piogge autunnali, già la verzura si staccava col suo verde chiaro dalla terra bruna, calpestata dal bestiame, dai campi dove s’era raccolto il grano d’autunno e dalle stoppie color grano giallo vivo del grano di primavera, inframmezzate alle strisce rosse del grano saraceno./Guerra e pace, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>*Già le prime gelate mattutine imprigionavano la terra inumidita dalle piogge autunnali, già la verzura si staccava col suo verde chiaro dalla terra bruna, calpestata dal bestiame, dai campi dove s’era raccolto il grano d’autunno e dalle stoppie color grano giallo vivo del grano di primavera, inframmezzate alle strisce rosse del grano saraceno./Guerra e pace, Lev Tolstòj*Dalla finestra vedo solo “monti azzurri”, le rocce “strati su strati”, quasi profili di pagine del libro squinternato del mondo: e mi ricordo le parole di Dio, ciò che lui disse a Sibilla: “Questo è un paese dove ho molto sofferto. Qualche traccia del mio sangue è rimasta tra le rocce, lassù”./La notte della cometa, Sebastiano Vassalli.*Tra fin d’ottobre e il capo di novembre, ne la stagion che la frondosa vesta<br />
vede levarsi e discoprir le membre trepida pianta, fin che nuda resta,<br />
e van gli augelli a strette schiere insembre, Orlando entrò ne l’amorosa inchiesta…<br />
/Orlando furioso, Ariosto.*I nani non erano più passati per quella strada da molti anni, ma Gandalf sì, e sapeva quanto il male e il pericolo fossero aumentati e avessero allignato nelle Terre Selvagge, da quando i draghi avevano cacciato gli uomini, e gli orchi si erano diffusi di nascosto a tutti, dopo la battaglia delle Miniere di Moria./Lo Hobbit, J.R.R. Tolkien.*Ora mi è diventato anche faticoso coltivare l’orto; ma non voglio smettere e continuerò a farlo finché sarò capace di restare in piedi. Non lo faccio per risparmiare, ma perché la mia verdura ha un sapore raro. Sarà perché la terra del mio orto ha origine da humus di bosco?/Stagioni, Mario Rigoni Stern.*É per questo che ogni tanto salgo nella Serra di Ivrea fino a quella valletta magica dove sta il convento di Bose a trovare il priore Enzo Bianchi. Lui, uomo di Dio, tira a campare, per ritrovare quella certezza comune; la fedeltà della buona terra e ai suoi frutti, la terra in cui siamo nati e cresciuti./Le mie montagne. Gli anni della neve e del fuoco, Giorgio Bocca.*Sonnecchiava il piccino in un’aureola di capelli d’oro che con irruenza avevano fatto pratica di luminescenza non solo ora, nei potentati delle chiome brune, ma per davvero, al pari di una stella che brilla ovunque: finché dura la terra.<br />
/Poesie di Natale, Iosif Brodskij.*La presenza dell’uomo nel mondo era un dato originario e indiscutibile dal quale scaturiva ogni idea di dovere nel comportamento umano; adesso essa stessa è diventata un oggetto dell’obbligazione – e precisamente dell’obbligazione di assicurare per l’avvenire il presupposto fondamentale di ogni obbligazione, ossia la presenza di semplici candidati a un universo morale nel mondo fisico./Il principio responsabilità, Hans Jonas.*É quantomeno non privo di senso chiedersi se la condizione della natura extraumana, la biosfera, ora sottomessa al nostro potere nel suo insieme e nelle sue parti, sia diventata appunto qualcosa che è dato in custodia all’uomo e avanzi perciò nei nostri confronti una sorta di pretesa morale, non soltanto a nostro ma anche a  suo favore e in base a un proprio diritto. /Il principio responsabilità,<br />
Hans Jonas.*Pericolo della nostra civiltà. Noi apparteniamo a un’epoca, la cui civiltà corre il rischio di essere distrutta dai mezzi della civiltà./Umano, troppo umano, I e Frammenti postumi (1876-1878), Friedrich Nietzsche.*Ma gli uomini possono consapevolmente decidere di svilupparsi oltre in una nuova civiltà, mentre prima si sviluppavano inconsciamente e a caso: essi possono adesso creare migliori condizioni per la nascita degli uomini, per la loro alimentazione, la loro educazione, la loro istruzione, amministrare economicamente la terra come un tutto, vagliare le une con le altre e coordinare le forze degli uomini in genere./<br />
Umano, troppo umano, I e Frammenti postumi (1876-1878), Friedrich Nietzsche*</p>
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