Il progetto di un magazine indipendente come racconto di identità urbane.
30 settembre-3 ottobre 2019

a cura di Comodo – Comunicare Moltiplica Doveri.
Con Jonathan Pierini e Matteo Guidi.
Presso l’Accademia Belle Arti Pietro Vannucci, Perugia.

Il workshop parte da due presupposti: il primo consiste nell’intendere l testi – in questo caso il magazine – come un luogo che si relaziona necessariamente ai luoghi fisici che abitiamo e che concorre a formare il paesaggio inteso appunto come percezione del territorio; il secondo è legato a un modo di intendere il pubblicare non tanto come il processo che si conclude con la realizzazione di un output quanto come un’azione che ha una durata, delle condizioni e degli effetti, un percorso condiviso che produce spazio per il confronto e la negoziazione. In questo senso, ogni fase della vita di un testo, dall’ideazione alla creazione dei contenuti, dall’impaginazione alla distribuzione, può essere considerata oggetto di progettazione. L’attenzione si sposta dalla messa in pagina alla messa in scena e il magazine diventa strumento e luogo di attivazione.

 

WORKSHOP

ORE 9.00 – 17.00

LUNEDÌ 30 SETTEMBRE

La giornata sarà dedicata all’introduzione del progetto e alla costruzione di riferimenti condivisi, osservando casi studio e familiarizzando con tematiche e concetti inerenti i diversi ambiti progettuali e di conoscenza coinvolti. Il pomeriggio si individueranno i temi di interesse e si organizzeranno i gruppi in base alle competenze di ognuno.

 

MARTEDÌ 1 OTTOBRE

Ci concentreremo sulla ricerca empirica, con particolare attenzione ai metodi della ricerche di campo utilizzate nelle scienze sociali (nello specifico tecnica dell’intervista e della ricerca d’archivio). A fine giornata si presenteranno e analizzeranno i risultati delle ricerche e le proposte di sviluppo dei temi come contributi all’interno del magazine.

 

MERCOLEDÌ 2 OTTOBRE

Integreremo il materiale grezzo delle ricerche e progetteremo i contributi, con una particolare attenzione sia alla costruzione narrativa degli stessi sia ai linguaggi grafici sviluppati. L’ultimo giorno sarà dedicato alla finalizzazione del lavoro e alla produzione degli esecutivi per la stampa.

 

GIOVEDÌ 3 OTTOBRE

Ci dedicheremo alla finalizzazione del lavoro e alla produzione degli esecutivi per la stampa.

 

DOMENICA 6 OTTOBRE
San Pietro, Aula F

Ore 15.30 – 16.30
Focus rivista: parte finale del workshop sulla progettazione di una rivista curato da Co.Mo.Do. con Andrea Margaritellli e Marco Tortoioli Ricci

Ore 16.30 – 18.30
Tavola rotonda /Confronto Comunicare con le illustrazioni
Confronto sul tema dell’utilizzo delle immagini nella comunicazione di un progetto, disegnare per rappresentare un concetto, “leggere” le figure prima del testo. Dalla campagna pubblicitaria al libro. Con Francesco Chiacchio, Daniele Pampanelli, Lucia Biancalana (con Cicero. Guida illustrata alle figure retoriche, pièdimosca edizioni, settembre 2019), Marco Tortoioli Ricci direttore artistico workshop Focus Rivista, Sualzo direttore artistico workshop Leggo le figure

ABSTRACT DEL WORKSHOP

“Il racconto di identità urbane” è un workshop di natura laboratoriale incentrato sulla produzione di un magazine auto-prodotto. Obiettivo del workshop è quello di sfruttare il format della rivista, per indagare la relazione tra identità dei cittadini e paesaggio urbano. Laddove per Paesaggio si fa riferimento alla definizione data dalla Convenzione Europea del Paesaggio (Cep):

“una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni”

Nella Cep il paesaggio trae il suo significato non soltanto dagli elementi —naturali e umani— che lo compongono, ma anche dalle relazioni fra questi e dal modo in cui la popolazione interpreta tali dinamiche, attribuendogli a sua volta significati e valori.

L’accento posto sulla sua dimensione percettiva ha come prima conseguenza quella di mettere in chiaro come questo si differenzi dal territorio:

“il risultato dell’operare fisico dell’uomo, delle azioni che lo trasformano, lo umanizzano (…)”

Pertanto il territorio è caratterizzato da dinamiche naturali e antropiche; il paesaggio invece è la percezione di tali dinamiche da parte delle popolazioni che lo abitano.

Il Paesaggio è quindi una proiezione del territorio; forse un territorio mentale.

Ne deriva, uno stretto legame fra il paesaggio e gli individui che con esso si rapportano costantemente ed incessantemente. Il Paesaggio viene modificato, plasmato, assumendo caratteristiche e significati sempre diversi e nuovi. In questo senso, può essere considerato espressione della cultura locale, in quanto la sua costruzione è guidata dai meccanismi economici e dai valori socio-culturali che governano la società; nonché allo stesso tempo, proprio perché specchio delle interrelazioni fra una popolazione e il territorio, diventa elemento di identità culturale per coloro che vi abitano e che in esso ritrovano parte di sé.

In conclusione il Paesaggio, in quanto frutto di interazioni, si trova ovunque queste si verificano e non soltanto in “certi luoghi”.

“tutto il territorio delle Parti e riguarda gli spazi naturali, rurali, urbani e periurbani. […] Concerne sia i paesaggi che possono essere considerati eccezionali, sia i paesaggi della vita quotidiana sia i paesaggi degradati”.

Ed ancora si precisa che il paesaggio è:

“in ogni luogo un elemento importante della qualità della vita delle popolazioni: nelle aree urbane e nelle campagne, nei territori degradati, come in quelli di grande qualità, nelle zone considerate eccezionali, come in quelle della vita quotidiana”.

Secondo la Cep, dunque, il paesaggio merita cura e attenzione ovunque, su tutto il territorio. Senza distinzione alcune, a prescindere dalle loro caratteristiche di pregio naturale, culturale, sociale. Ovunque viene considerato “elemento importante della qualità della vita delle popolazioni”, nonché “componente essenziale del contesto di vita delle popolazioni, espressione della diversità del loro comune patrimonio culturale e naturale e fondamento della loro identità”.

Info e iscrizioni

– Costo iscrizione: 170€
– Chiusura iscrizioni: 18 settembre
– Contatti e iscrizioni: inviare il modulo completato alle seguenti mail corsi@settepiani.com – info@settepiani.com / (+39) 3461899867 Elena
– La partecipazione è riservata agli iscritti

Scarica il modulo di iscrizione

A chi si rivolge il workshop

Il workshop è rivolto a giovani studenti, laureandi o neo-laureati, provenienti da ambiti accademici affini alla comunicazione visiva, al design ed alla architettura.

I candidati dovranno possedere abilità nel campo del disegno, della composizione tipografica e dell’elaborazione delle immagini. Data la natura condivisa del progetto, i candidati dovranno dimostrare capacità nel lavoro di équipe, nella suddivisione delle mansioni e nel rispetto delle direttive e delle norme editoriali imposte.

Il medium scelto è volutamente quello del magazine, e non quello del libro, con l’obiettivo di riproporre il format in altre edizioni ed in altre città. Promuovendo un’idea di dibattito e condivisione della cultura del progetto che non può, a nostro avviso continuare a concentrarsi su un pubblico di soli addetti o specialisti del settore di riferimento.

Cerchiamo persone che desiderino approfondire in modo specializzato la propria formazione e che intendano mettersi alla prova su una pratica di progetto reale e in un tempo breve. I candidati dovranno avere interesse per la sperimentazione dedicata a reinterpretare gli abituali processi progettuali, avere abilità manuali e una attitudine spiccata al lavoro di gruppo.

Corpo docenti

MARCO TORTOIOLI RICCI
CURATORE

Nato a Perugia nel 1964, diploma accademico di 2° livello all’Isia di Urbino.

È fondatore e titolare dello studio Bcpt Associati che dal 1992 si occupa di design della comunicazione e branding a livello nazionale e internazionale. Nel 2003 ha dato vita al collettivo Comodo, che si occupa di design dei contenuti e innovazione sociale. Il suo lavoro spazia dal design strategico alla consulenza per piani di branding aziendale e delle istituzioni con applicazione a catene retail, design ambientale e più di recente anche di prodotto. Si è occupato nel tempo di progetti di comunicazione in campo culturale e la promozione dei territori e delle comunità. È stato consigliere nazionale Aiap per due mandati.

Dal 2006 è professore di Metodologia del Progetto all’Isia di Urbino.
Dal 2014 al 2018 è titolare del corso di Design III all’Accademia di Belle Arti di Perugia.
Dal 2019 insegna presso il corso di Interior Design presso il dipartimento di Ingegneria-Architettura dell’Università degli studi di Perugia.

MATTEO GUIDI

Nato a Cesena (Italia, 1978) e residente a Barcellona, porta avanti una pratica che si trova nell’intersezione tra arte contemporanea e antropologia sociale, e cui tema centrale genera riflessioni intorno alla cultura materiale. A partire dall’osservazione di diversi gruppi sociali o persone analizza il modo in cui si relazionano con i loro oggetti di uso quotidiano ponendo l’attenzione su possibili nuovi usi conferendogli nuove simbologie. Da qui, genera un lavoro critico e sottile che è allo stesso tempo carico di poetica. I suoi progetti si sviluppano su diverse discipline come la fotografia, il disegno, il video o l’installazione.

È professore all’ISIA di Urbino (Italia) e a BAU (Centro Universitario del Design di Barcellona). È un collaboratore di GREDITS (Research Group in Design and Social Transformation) ed è membro di A/A Network (Art and Anthropology Network) e di CoMoDo (Comunicare Moltiplica Doveri). È fondatore del progetto Cooking in Maximum Security e co-fondatore del progetto The Artist and the Stone.

Le sue opere sono state esposte in varie mostre tanto collettive come individuiali: I Bienal Sur – Biennale dei paesi latinoamericani, Cucúta (Colombia); Festival Loop (Barcellona), Fundación Suñol (Barcellona), Santa Mònica Arts center (Barcellona), Museo del Design (Barcellona) MAGASIN Centre d’Art Contemporaine (Grenoble), Yorkshire Sculpture Park, Wakefield (UK), Fondazione Pastificio Cerere (Roma) tra gli altri.
Ha impartito conferenze e workshop in differenti contesti come: Accademia di belle arti IsdaT (Toulouse), Escola Massana (Barcellona), Università di Barcellona, MAGASIN Centre d’Art Contemporaine (Grenoble), Free University of Bozen (Bolzano); Museo d’Arte Moderna di Cagliari; Akademie der Künste der Welt (Colonia), ESAD School of Art and Design (Matosinho), Accademia di Belle Arti di Oporto e International Academy of Art Palestine (Ramallah), tra gli altri.

JONATHAN PERINI

Jonathan Pierini è un disegnatore di caratteri e progettista grafico. Ha ottenuto un diploma di laurea triennale presso ISIA, Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Urbino e un master in Type & Media presso KABK, Accademia Reale di Belle Arti dell’Aia in Olanda. Dopo esperienze in studi di progettazione grafica e una serie di collaborazioni con Università diverse, Jonathan si è trasferito a Londra dove ha lavorato presso Dalton Maag Ltd (2010/2011). Dal 2011 al 2017 è stato Ricercatore a contratto e Professore Aggregato presso la Facoltà di Design e Arti della Libera Università di Bolzano. Da settembre 2017 è direttore di ISIA Urbino. È direttore, insieme a Gianluca Camillini, della rivista Progetto Grafico edita da AIAP.