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"Voci dal borgo" è il tema portante di Umbrialibri 2017.

La parola borgo, di primo acchito, evoca immagini di chiusura, di difesa dal nemico. Di gente che ha paura e che si arrocca dietro alle proprie mura. Come accade oggi, sempre più spesso, sulla spinta dei nuovi-vecchi sciovinismi e dei movimenti xenofobi che scuotono l’Europa, sorti a “difesa” di vagheggiati borghi – natii e quanto mai “selvaggi” – che si vorrebbero sempre più popolati di «gente zotica, vil; cui nomi strani, e spesso argomento di riso e di trastullo, son dottrina e saper» (come cantava, due secoli fa, il poeta de “Le ricordanze”).
Ma il borgo rappresenta molte altre cose: nei suoi vicoli, nelle sue piazze affondano le radici stesse della nostra civiltà, di un saper vivere antico che si ripropone costantemente ai contemporanei, attraverso nuove tecnologie, istanze di sviluppo sostenibile, tecniche produttive ed energetiche più rispettose dell’ambiente. Il borgo immagine-simbolo del cuore d’Italia, ferito dal sisma, che torna a pulsare.
Abbiamo pensato a tutto questo, proponendo un intreccio d’incontri e di percorsi di riflessione, direttamente o indirettamente correlati all’idea di paese, villaggio, cittadina, a cui l’Umbria è spesso associata nell’immaginario collettivo.